Esplicitare la rabbia.
Un dialogo tra un uomo occidentale e una donna cinese sull’esprimere la rabbia
Un dialogo tra un uomo occidentale e una donna cinese sull’esprimere la rabbia
Devo fare da assistente ad un esame per da kids, che sarebbero gli undergraduates (in italiano tradurrei come studenti della triennale). Alle 8 in universita’. Colazione consistente di fagioli, uova fritte, salsiccia e pane tostato imburrato con annessa lettura del South China Morning post. Sara’ uno dei pochi momenti di relax della giornata.
Quando proprio ti sentivi che, ok, ogni cosa era al suo posto, e avevi ben chiari non solo gli obiettivi, ma anche avevi ban chiaro chi eri, ecco che si rimescolano le carte, e hai una mano nuova da giocare. La guardi e, francamente, non e’ poi sto granche’.
Dopo cinque minuti sto entrando in un piccolo ristorante vietnamita. Non e’ una bettola sporca come quelle dove vado di solito: e’ un posto riservato, silenzioso e tranquillo, coi tavoli puliti. Piano terra. Ci vado spesso in momenti come questo.
Prima o poi se tieni un blog prendi una deriva intimista, in qualche post. Vaffanculo.
Non riesco a dormire. Sono tornato a casa dopo un paio di birre. Ho visto un pezzo della versione italiana di Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo, che ancora risente di una traduzione anni ‘70 e dicono del cavolo anziché [...]