Fool Moon Party /1
Io non sono un tipo da feste, diciamolo. Ma ogni tanto una festona ci sta, e allora gia’ che c’ero, perche’ non aggregarmi ai miei buoni amici e seguirli al Full Moon Party a Koh Phangan, in Tailandia? Mi era stato descritto come un grande rave. Piu’ esattamente, e’ una grande discoteca. Rave vuol dire persone abbestiate, sporcizia, cani, gente collassata con la testa nei coni degli amplificatori ancora funzionanti. Il Full Moon Party e’ invece (e appunto) un party che si tiene ogni mese, quando la c’e’ la luna piena: aspettatevi di trovare tanta buona gioventu’ occidentale che si diverte come in discoteca. I locali si affacciano su un’enorme spiaggia, ognuno col suo impanto audio dalla potenza ragguardevole. La pista da ballo e’ la spiaggia stessa, che si riempie di persone giovani. Qualche famiglia, prima di andare a dormire, passeggia in mezzo alla baraonda tenedo i figli per mano, osservando la gente che balla come fossero animali curiosi in uno zoo.
All’inizio tutti sembrano divertirsi, ma il basso tasso alcolemico nel mio sangue affligge la mia percezione del mondo. Vedo tanta miseria emotivo/sociale: fondamentalmente ragazzi ventenni che mi paiono doversi divertire. E mi raccomando sorridi che poi mettiamo la foto su internet…
Ora, ci manca che mi metta a fare il predicozzo. Io, che di foto dove sorrido nei vari bar e pub ne ho diverse, su internet. Ci manca che mi metta a fare il bacchettone! E’ che ognuno si diverte a modo suo e io quando finisco in discoteca da sobrio divento piu’ che altro un antropologo.
Mi guardo attorno. Cosa c’e’ di divertente da fare? Vedo che hanno incendiato una corda cosparsa di bitume e l’hanno tesa tra due pali. La gente ci fa il limbo sotto rischiando di ustionarsi per colpa del vento che fa danzare il fuoco in direzioni casuali. Ci passo sotto un paio di volte e in effetti e’ divertente.
Bere. Alcol che gira a fiumi (in mezzo a qualche pasticca, venduta nascondendosi dalla polizia che monitora la spiaggia) ai prezzi ridicoli della Tailandia. Non viene venduto in bicchieri ma in secchielli: vale a dire piccoli secchielli di plastica da mare riempiti di ghiaccio, di un qualche superalcolico (rum, vodka, gin…) e un analcolico. Te li danno in mano forniti di pratiche cannucce, cosi’ che piu’ persone possano suggere dallo stesso secchiello; un volta terminato l’alcol, secchiello e cannucce vengono abbandonati in un punto casuale della spiaggia, che verra’ ripulita dai lavoratori tailandesi la mattina dopo, sotto il cole a picco.
Figa. La Figa!, con la F maiuscola e il punto esclamativo alla fine, e’ un po’ la protagonista. Una entita’ strana e sfuggevole molte volte nominata, che tutti paiono cercare con disperazione al Full Moon Party. Io, in mezzo, posso anche fare il meraviglioso e dire che (per lo meno in questo momento e in questo frangente) non me ne frega veramente niente, di inseguire un essere fantomatico che, a quanto si sostiene, si aggira decuplicato e addirittura centuplicato tutto intorno.
“Ma la Figa!, allora? Eh, la Figa?”
E a me non resta che dare la risposta della scienza, secondo un approccio statistico bayesiano. “Allora gente, analizziamo la cosa. Voi lo sapete che di uscire con una cosi’ tanto per uscirci non mi e’ capitato praticamente mai. Le ragazze che mi hanno accalappiato negli ultimi anni sono: la caporedattrice di una rivista underground di estrema sinistra; una cinese che lavora per il commercio equo e solidale e viene mandata nei paesi del Sud Est Asiatico a convincere i contadini disgraziati a collaborare con il Fair Trade onde ottenere migliori condizioni lavorative e di vita; una logopedista attrice di teatro che suona il contrabbasso in un gruppo di donne e che va a fare la volontaria in Africa; un’atea vegetariana animalista militante; una rugbista femminista attivista politica poi espatriata in Sud America… cosa cazzo dovrei trovare al Full Moon Party di Koh Phangan, che ci sono solo inglesine sciaquette truccate, con la loro puzza al naso e il loro glietter del cazzo?”
Dopo qualche tempo, con l’alcolemia salite oltre una certa soglia, tutto diventa piu’ semplice. Alla fine conosco persone, rido, mi diverto. Sempre piu’ gente, sempre piu’ rumore. A un certo punto perdo i miei buoni amici, sparsi per l’enorme spiaggia. Tutti pisciano in mare, che verso riva e’ una specie di broda calda immonda su cui gallegiano bottiglie di plastica e rifiuti. La gente ci entra coi piedi e piscia: gli uomini rivolti verso l’orizzonte, le donne (le ragazzine sbronze, per la precisione) rivolte verso l’entroterra, nel tentativo di mostrare al pubblico il meno possibile della loro virtu’. Mi sento sempre piu’ stanco, ho bisogno di riposare un po’.
L’oscurita’ si abbatte’ su drugo, piu’ nera del batacchio nero di un toro in una notte senza luna…





August 18th, 2009 at 09:33
Cioè praticamente mi hai tolto la già poca voglia che avevo di andare a vedere il full moon party
August 18th, 2009 at 17:02
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