Fuori dai coglioni!

Tramonta il sole sull'Indocina, mentre io l'attraverso volando.

Tramonta il sole sull'Indocina, mentre io l'attraverso volando.

Rientro a Hong Kong dalla Tailandia. Questa volta e’ stata una vera vacanza: dormire in resort, mangiare decentemente. Per meta’ del tempo rilassarsi bevendo, uscendo e divertendosi. Per l’altra meta’, riprendersi dalla fatica del relax precedente. Paradiso tropicale. Le archietture assurde, magre e diritte dei Wat laccati d’oro… e mentre bevo birra sotto un porticato in riva a un mare cosi’ azzurro da togliere il fiato (manco fosse solfato di rame), mi e’ pure venuto in mente un approccio nuovo per un problema che sto cercando di risolvere nel mio dottorato di ricerca

(per voi nerd: sacrificare dei dati per introdurre un validation set per ottimizzare una soglia e dei boundaries nelle misure, cosi’ che il voto di un ensemble di intelligenze artificiali venga pesato al fine di raggiungere la massima accuratezza possibile in una previsione circa l’interazione o meno fra due proteine).

Rientro a Hong Kong, dicevo, e devo sistemarmi nella nuova casa in Pak Sha Road. Telefono al padrone di casa che mi spiega come abbia arrangiato le cose coi miei nuovi coinquilini (che gia’ conosco: i francesi brava gente), e che quindi non si disturbera’ a darmi la chiave. “La chiave chiedila direttamente a loro”, mi dice. Cosi’ telefono a un coinquilino, gli dico che sono appena tornato dalla Tailandia e ho bisogno le chiavi.

“Ok,” mi dice lui, “sono a giocare ai dadi in una bisca di cinesi.”

Zaino in spalla, vado alla bisca in un vicolo lurido vicinissimo a Time Square. Recupero le chiavi e mi installo nella nuova casa. Finalmente ho un camera mia, singola, di nuovo.

La domenica mattina esco e sono a Causeway Bay, centro di Hong Kong con isola pedonale: una vera assurdita’ in Asia. Mi ammazzo di sushi e mentre mastico riso e pesce crudo, tutto il mondo mi sembra cosi’ piccolo, cosi’ vicino e cosi’ raggiungibile in ogni punto che quasi mi vengono le lacrime. Ma forse e’ solo l’eccesso di wasabi che sto affogando nella salsa di soia. Due mesi fa ero a Hong Kong. Un mese fa ero in Italia. Ieri ero in Tailandia. La prossima meta e’ la Cina, e questa volta per lungo tempo. Ma porta sfortuna descrivere i progetti prima di avere la certezza di realizzarli, e quindi mi limito a sorridere e scrocchiarmi le nocche allungandomi di colpo le falangi come nel Traditional Thai Massage che mi hanno fatto sull’isola di Koh Phangan.

Bangkok, confronto intellettuale con una caparbia statua di pietra armata di lancia.
Bangkok, confronto intellettuale con una caparbia statua di pietra armata di lancia.

Ho passato le ultime 2 ore di aereo a guardare una cartina del mondo e pianificare la mia vita per i prossimi due anni: dove e come lavorare, dove vagabondare nel mondo, in quali citta’ camminare (ce ne sono cosi’ tante che mi hanno stimolato la fantasia negli anni statici dell’adolescenza!). Sognare, insomma, che e’ sempre gratis.

Lo so che poi cambiero’ idea certamente. Lo so. Lo so che capitera’ qualcosa, qualche imprevisto, che mi costringera’ a cambiare rotta. So poi come vanno a finire queste cose. I sogni si infrangono.

O forse no.

Cazzo, alla fine io ce l’ho fatta a togliermi dalla balle, come si direbbe a Voghera. I sogni si infrangono se li lasci cadere. I sogni si infrangono per la maggior parte, ma se inizi a lavoraci sopra concretamente, magari alla fine qualcuna delle tue uova d’oro riesci a portarla a casa ancora intera, e gustarti le meraviglie che contiene; e piu’ ne riesci a salvare, piu’ altre ne vedi all’orizzonte, pronte a essere prese, tutte li’ solo per te. Uova cosi’ grandi e cosi’ luminosie che nemmeno pensavi di poterci arrivare, tu, un signor stronzo qualunque, a metterci le mani sopra. E riempirle di ditate unte. E che si veda che le impronte digitali sono tue, mi raccomando.

Levarsi dai coglioni, levarsi dall’Italia marcia, ma anche solo levarsi dalla solita routine e dai progetti preconfezionati di vita, dal pendolarismo, da una vita senza avventure, e’ possibile; lo giuro. Basta volerlo. Davvero, basta volerlo. Ripeto, basta volerlo. Con un po’ di fatica, certo.

Basta iniziare documentarsi (voglio andarmene, cosa faccio?), basta iniziare a sbattere la testa contro gli ostacoli, e basta iniziare a  tracciare quelle linee e a raccogliere quelle informazioni che servono per andarsene. Fuori dai coglioni, gente. Fuori dai coglioni, lo giuro, e’ molto meglio. Non sara’ facile, ovviamente. Non sara’ scontato. Sara’ meraviglioso, pero’.

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16 Responses to “Fuori dai coglioni!”

  1. Monkey Says:

    “Mi ammazzo di sushi e mentre mastico riso e pesce crudo, tutto il mondo mi sembra cosi’ piccolo, cosi’ vicino e cosi’ raggiungibile in ogni punto che quasi mi vengono le lacrime. Ma forse e’ solo l’eccesso di wasabi che sto affogando nella salsa di soia. Due mesi fa ero a Hong Kong. Un mese fa ero in Italia. Ieri ero in Tailandia. La prossima meta e’ la Cina, e questa volta per lungo tempo.”

    E’ perchè prendi sempre dei fottuti aerei. Comincia a non tornare a casa in Italia, se non in treno o a piedi, e il mondo ti sembrerà di nuovo quel che è, cioè immenso. Fidati. E’ che tu prendi troppi aerei!!!

  2. Erica Says:

    Sei a Causeway Bay???? O.o
    Vai in Cina davvero stavolta? Sto per dire una cosa della quale poi mi pentirò sicuro, ma mi manca un po’ la Cina..mi manca svaccarmi per strada e mangiarmi lo street food e vomitare il giorno dopo. Ah che tempi! :)

  3. Makka Says:

    Bravo Maro, in queste righe vedo il meglio di te.
    Vedo anche che Erica ha influenzato il tuo rapporto con le statue…

  4. Erica Says:

    Devi sempre confrontarti con le statue! Certe volte sanno essere degli esseri infidi e maligni!

  5. M Says:

    Erica, prima o poi quella statua si vendicherà. La cosa triste è che a pagare sarà Zaffi e non tu. Povero deretano. :(

    Maro, io ti credo incondizionatamente. Ma devi essere solo per poter fare come dici. Oppure condizionare brutalmente la vita di qualcuno. E le due ipotesi non mi piacciono. Guardo dalla finestra e sospiro.

  6. Simone Says:

    M: mai detto che sia facile! Le tue considerazioni sono vere… infatti alla fine te ne vai solo oppure con una scriteriata che approva quello che fai. Hard life, dude.

    Erica: si’, sono a Causeway Bay e vivo con Fabbibbo e francesi brava gente :-) sono riuscito a spuntare un big deal per la stanza. Cosi’ per lo meno vivo sull’isola qualche mese. E le staute? Si’, a volte proprio delle figlie di puttana! Altre volte ammetterai, pero’, che hanno delle buone argomentazioni. Per la Cina: troppo presto per parlarne, mannaggia a me che mi sono lasciato scappare sta cosa… prima devo passare i quals e poi vincere una borsa supplementare di dottorato. Quando avro’ dati piu’ certi, giuro che faro’ sapere!

    Makka: si’ ho imparato da Erica! Maestra di vita! :-P Quando torni a fare una capatina qui…?

    Monkey: dude, ricorda che (1) sto facendo un dottorato e (2) ho una famiglia a cui tengo. Il dottorato mi lascia una liberta’ della madonna rispetto a un comune lavoro, ma non posso sparire per mesi di fila! O meglio, quando lo faccio passo in Italia. Vorrei stare in giro piu’ a lungo (calcola che la prima botta e’ stata 10 mesi senza mai tornare), ma spezzerei il cuore a mia madre. E io non voglio spezzarle il cuore. La mia famiglia ha supportato e appoggiato tutte le mie decisioni; devo loro davvero tanto. Ci tengono a vedermi e pensa che per farlo hanno portato il culo a Hong Kong! Loro che nemmeno parlano inglese!

  7. Enrico Bo Says:

    Sì sì lo so come sono quei massaggi thailandesi….
    auguri per la Cina comunque, che la tua hong kong, specie quella dell’ostello mi sembrava un po’ troppo black rain e mi intristiva un po’.

  8. maria grazia Says:

    sprizzi soddisfazione e ne traggo beneficio…va così,per noi parassiti dei blog. ciao.
    maria grazia

  9. Simone Says:

    maria grazia: anche io, sai, sono un parassita del blog degli altri! Quindi conosco bene la sensazione. In realta’ credo che, banalmente, derivi dalla nostra stessa umanita’ che ci spingere a raggrupparci e a condividere esperienze e conoscenza, per la sopravvivenza del branco. Non sarebbe successo, se prima non fossimo stati deboli scimmie col culo pelato. Stammi bene e grazie per i commenti! :)

  10. Elena Says:

    Maro carissimo sappi che ti stimo e ti ammiro sempre di più.
    Salutami tanto Fabbibbo e i Francesi!

  11. Simone Says:

    Elena: as you wish, Ma’am!

  12. Monica Says:

    hey grazie dude.come ormai saprai hai il 100×100 del mio agree.l’ho visto proprio quando sono tornata,stesso supermercato, stesso paese da 5000 abitanti, potevo essere io seduta la a fare scontrini ed invece sono qui, adesso. non per svalutare i lavori ci mancherebbe, ma per dire e vedere davvero che cambiare è possibile e non ci vuole fortuna, soldi, genitori che pagano e altre cose che i non capenti ti accreditano gratuitamente…see u soon bro!

  13. laura Says:

    Complimenti a Lei e a tutti gli altri che purtroppo questo paese non merita e che quindi sta inesorabilmente perdendo. Complimenti particolarmente ragionati in quanto madre di tre figli, una ragazza di 25 anni, un maschio di 22 ed uno di quasi 20, tutti in giro per il mondo; due con un ottimo lavoro ben pagato a Londra e uno studente di architettura alla Cooper Union con borsa di studio. Peccato, ma chissà se un giorno le cose cambieranno e qualcuno capirà che servono giovani intelligenti e entusiasti. Mia figlia mi chiese tempo fa se non mi pareva sbagliato usare le proprie energie e capacità a vantaggio di un altro paese anzichè cercare di cambiare il proprio. La risposta unanime mia e di mio marito è stata che di energie ne abbiamo sprecate abbastanza noi nella nostra vita per questo paese. Meglio utilizzare le vostre energie per crescere e far crescere chi aspprezza meriti e capacità.

  14. Simone Says:

    laura: ma diamoci del tu :-)

    Con un approccio ingegneristico, posso pensare che di energie per cambiare questo paese ce n’e’ sicuramente bisogno, ma vista la particolare situazione, queste energie sono sprecate se non hai una leva politica o in generale una tua sfera di influenza. Cosa posso fare io come singolo cittadino (o come movimento, o come associazione della societa’ civile)? Ben poco.
    In particolare ricordo un mio caro amico, ingegnere ambientale, che si chiedeva: “Cosa posso fare per la mia terra? Niente”. Tutto e’ in mano a chi ha potere: dall’assessore al consigliere comunale. Sarebbero LORO a dover investire le energie per migliorare l’Italia. Ma questo e’ utopico.

    Forse quando e se la situazione degenerera’ totalmente, allora e solo allora io e i tuoi figli torneremo in Italia; per combattere, forse.

    Buona giornata,
    S.

  15. ivancrico Says:

    La lettura di questo post è una boccata d’aria, per me. Penso proprio che seguirò i tuoi consigli. Poi si vedrà. Grazie, mi serviva proprio e grazie per il tuo bellissimo commento su Lorber.

  16. ParkaDude Says:

    Mi fa piacere… grazie a te per avermi fatto scoprire una figura cosi’ strana e interessante.

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