Come vincere un dottorato all’estero /1
Occhei, vuoi andartene dall’Italia. Occhei, vuoi fare un dottorato. Qui c’e’ tutto quello che ti serve sapere.
Come faccio a vincere un dottorato all’estero? Quali sono le regole da seguire? A chi mi rivolgo? Di quali documenti ho bisogno?
All’inzio mi sono sentito perso in mezzo al nulla, annaspavo senza appigli e surfavo i siti delle varie universita’ del mondo senza alcun metodo, sprecando il mio tempo e pensado: oddio, che bordello, sono rovinato.
Poi mi sono ricordato il consglio della Guida Galattica per Autostoppisti: non fatevi prendere dal panico. Bisogna agire con razionalita’. Ho analizzato il problema e ho elaborato in metodo.
Adesso rilassati, apriti una lattina di birra e datti un’occhiata a questi consigli.
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Fase preparatoria (0): cosa serve per fare l’application per il dottorato all’estero?
Le richieste di dottorato all’estero si fanno compilando dei moduli (applications) online e inviando dei plichi di materiale cartaceo all’universita’. I singoli moduli e le informazioni (come ad esempio la lista dei documenti da inviare) si trovano nei siti delle singole universita’. A volte non sono facili da trovare: suggerisco di cercare parole chiave come postgraduate, admission, foreigner e/o oversea. Si puo’ anche cercare nei siti dei vari dipertimenti, solitamente c’e’ una sezione per gli applicants, che sarebbero appunto i disgraziati che cercano un master o un dottorato (Ph D). In alternativa, e’ sempre possibile mandare un’email con una richiesta di chiarimenti agli uffici per le relazioni con il pubblico. Solitamente da tali uffici rispondranno con una email prestampata fitta di links dove trovare le informazioni utili.
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Fase preparatoria (1): i documenti necessari
1.1 Scrivere un curriculum decente
Devi scrivere il tuo curriculum in inglese. Ricorda che la triennale e’ un Bachelor Degree (BA) e la specialistica e’ un Master od Science oppure un Master of Arts (con la specialistica in ingegneria biomedica, io ho un MSc). Specifica che si tratta di un Research Master, visto che hai fatto la tesi. Ricorda il consiglio numero zero e il consiglio numero uno per giovani uomini italiani: l’Italia e’ un’eccezione. Dunque sul curriculum in inglese puoi scrivere cose che non scriveresti su quello Italiano, come per esempio tutta una serie di attivita’ artistiche o extracurricolari.
In Italia leggono il tuo curriculum (magari storcendo il naso, paesanotti, perche’ e’ scritto in inglese) e quando vedono tutte le attivita’ extra pensano: “Costui e’ un fancazzista, guarda quanto tempo perde dietro a cose non produttive!”.
All’estero, quando leggono le attivita’ extra in cui ti sei impegnato, pensano: “Che persona ricca di interessi! Puo’ essere una risorsa per la nostra universita’!”.
Ricordati di segnare prima i titoli e i meriti accademici, poi le attivita’ lavorative: stai cercando un dottorato, non un posto in azienda.
Traduci in inglese il titolo della tesi (suonera’ incredibilmente piu’ fico) e spendi un paio di righe (ma non di piu’) per spiegare di cosa parla.
Non occupare piu’ di 3 pagine. Le proposte di ricerca ed altri documenti (come la lista degli esami passati) andranno allegati a parte. Puoi sempre preparare due versioni del curriculum: una corta da mandare di default, e una lunga da mandare nel caso (rarissimo) che chiedano di approfondire i dettagli.
1.2 Passare il TOEFL o lo IELTS
Il TOEFL (americano) e lo IELTS (inglese) sono i due test di certificazione della lingua piu’ autorevoli, accettati in tutte le universita’ del mondo come prova del fatto che tu sappia esprimerti in inglese. Ti tocca fare uno o l’altro. Non ci sono cazzi.
Controlla sul sito dell’universita’ dove fai l’applicazione per il dottorato: dovrebbero scriverti esplicitamente il punteggio minimo per poter essere ammessi (io stesso scoprii con orrore che per fare il dottorato a Hong Kong serve un punteggio piu’ alto, nel test di inglese, che per entrare a Berkeley).
In molte universita’ puoi inoltrare la richiesta del dottorato anche senza TOEFL o IELTS, ma assicurandoli di passare il test con punteggio accettabile entro una certa data. Occhio a risicare: solo tu sai quanto conosci bene l’inglese.
Altre certificazioni (come il Cambridge) spesso non sono accettate dappertutto: di solito piu’ rigorosa e’ l’universita’, piu’ restrittivi sono i criteri di selezione. Solo con il TOEFL o lo IELTS sei sicuro di avere una certificazione accettata universalmente.
1.3 Procurarsi i transcript degli esami
Devi procurarti un documento con la lista dei tuoi esami (in inglese) e relativo voto. Alcune universita’ lungimiranti forniscono questi documenti, gia’ tradotti, certificati dalla proprie segreterie. Altre no.
L’Universita’ degli Studi di Pavia, ad esempio, nel 2008 non aveva la versione inglese dello statino con la lista dei miei esami. La trafila che ho dovuto seguire e’ stata dunque la seguente:
- Mi sono fatto stampare dalla segreteria la detta lista di esami piu’ voti (in italiano)
- Ho tradotto in inglese tutto il documento (e i nomi degli esami sono immeditamente diventati piu’ importanti e roboanti, solo perche’ in inglese).
- Sono andato in tribunale e ho fatto autenticare la traduzione, appicciando diverse carte da bollo (ognuna da circa 25 euro!) sulle pagine dei documenti tradotti.
- Ho quindi potuto scrivere che la traduzione dei transcript dei miei esami era certificata dal tribunale di Pavia.
1.4 Passaporto
Facilissimo. Vai dagli sbirri e paga un’ottantina di euro. Se abiti in un posto sfigato, e’ possibile che tu debba recarti presso il capoluogo della tua provincia. Trovi le istruzioni dettagliate sul sito della polizia di stato.
Occhio a fare le foto, se le fai dal fotografo specificagli che serve il formato passaporto (diverso da quello della carta d’identita’). Ci sono passaporti italiani da 36 o 48 pagine. Quello da 48 pagine costa poco di piu’, quindi conviene chiedere quello.
1.5 Lettere di raccomandazione.
L’Italia non funziona come il resto del mondo! Lo so, lo so, l’ho gia’ detto e non mi stanchero’ di ripeterlo. Spesso per fare il dottorato all’estero e’ necessario allegare un paio di lettere di raccomandazione da parte di qualche ex professore o datore di lavoro. Esse funzionano esattamente in maniera opposta rispetto all’Italia: e’ chi le scrive che mette in gioco la propria reputazione garantendo per lo studente che viene, appunto, raccomandato come meritevole. Quindi cercati quel paio di professori a cui vuoi bene e chiedi loro di aiutarti. Va da se’ che le lettere devono essere in inglese… alcune universita’ inoltre richiedono, anziche’ una lettera, di compilare un modulo (con domande orribili del tipo: “Secondo lei qual e’ il maggior difetto dello studente che sta raccomandando?”).
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E adesso? Prossimamente arrivera’ la parte 2: i Grandi Consigli Pratici.






September 12th, 2009 at 03:16
well done, il bel donnino ci andava proprio…ciao!
maria grazia
September 12th, 2009 at 14:37
Eh si’, e’ un po’ noioso per credo il 99,99% della popolazione mondiale che non e’ costituita da laureati italiani in cerca di un dottorato all’estero
September 14th, 2009 at 05:34
Questo intervento cade proprio a fagiolo visto che sto cercando anche io un modo per scappare dall’Italia e fare ricerca come si deve!Ti ringrazio,mi hai aiutato a riordinare anche un pò le idee…e in alcuni punti mi hai fatto anche morire dalle risate:P
Una giovane laureata in biotecnologie
September 16th, 2009 at 07:41
Valeria: felice di esserti stato utile!
September 18th, 2009 at 13:31
Ho un trucco per risparmiare i 25E per pagina della traduzione giurata: tradurre lo statino mantenendo lo stesso carattere e la stessa formattazione, appiccicarci sopra il logo dell’Università Italiana e il timbro con un fino lavoro di taglia e incolla e fingere che sia stata l’Università a certificare la traduzione…tanto per la maggior parte dei casi i documenti bisogna uploadarli in versione pdf e non si nota affatto la falsificazione…con me sta funzionando alla grande!
September 22nd, 2009 at 01:33
[...] vuoi confrontarti con l’ardua impresa: vincere un dottorato all’estero. Dopo la fase preparatoria occorre iniziare a [...]
September 22nd, 2009 at 10:51
Kamo: e’ una mossa astuta… ma se ti chiedono di inviare poi gli originali per posta? Io sono abbastanza paranoide e non mi giocherei nemmeno il minimo rischio per una cosa cosi’ importante!
PS: ma sei il Kamo che conosco nel mondo reale…?
September 28th, 2009 at 19:35
Tutto esatto e corretto. A parte però che nel mio caso non mi hanno chiesto alcun corso d’inglese tipo TOEFL. E l’ironia della sorte io sono in Inghilterra!
Qui non lo chiedono mai. Credo che basti la fiducia che ripongono in te dopo che ti hanno ascoltato nella interview.
September 28th, 2009 at 21:52
L’idea del cv pieno di attivita’ extra potra’ anche andare bene per le universita’, ma in ambito lavorativo sono piu’ scettico. Io qui (in inghilterra) ne ricevo a palate e quelli italiani si distinguono per una badilata di cose inutili che servono solo a farmi perdere tempo mentre cerco di capire se hanno l’esperienza richiesta.
Tanto per fare un esempio checcavolo me ne frega se hai fatto l’operaio in una fabbrica di pomodori in scatola se vuoi venire a lavorare come programmatore?
September 29th, 2009 at 00:24
Fabristol: questo e’ strano! Del resto meglio cosi’, no?
Nova: concordo sul fatto che il CV vada scritto pensando a chi ne deve essere il destinatario! (e per imparare ti chiedo: qual e’ la lunghezza che ti aspetti da un CV? Ovviamente scritto con un carattere leggibile)
September 29th, 2009 at 05:16
@ParkaDude: per mia esperienza nella prima (max seconda) pagina ci devono essere le cose essenziali. Quattro pagine sono in genere sufficienti a meno che ovviamente non si abbiano 20 anni di esperienza. In aggiunta la lettera di accompagnamento non deve superare la pagina singola.
October 2nd, 2009 at 16:05
[...] terza parte dei pratici consigli su come vincere un dottorato all’estero, dopo la fase di preparazione dei documenti e i 4 Grandi Pratici [...]
October 25th, 2009 at 17:34
Ehi Parka, torno su questo vecchio post per chiederti -qualcosa:
avevo in mente di frequentare un corso di inglese e sto cercando un insegnante che possa prepararmi per una delle due certificazioni (toefl o ielts). Visto che non ho idea di che università tentare anche solo lontanamente di frequentare in un futuro che mi appare remotissimo, è più probabile che potrò incontrare una università che richieda il toefl o il ielts?
Nel post fai riferimento da un punteggio minimo richiesto dalle facoltà. Se per un motivo o per un altro qualcuno fa un esame di merda ottenendo un basso punteggio, può ritentare gli anni seguenti o si deve tenere il punteggio che ha?
October 27th, 2009 at 12:59
Dunque, ecco cosa ti posso dire:
(1) TOEFL o IELTS, fidati, e’ equivalente. Mi dicono che forse il TOEFL e’ piu’ difficile, ma non posso saperlo visto che ho fatto solo quello e non ho amici che hanno passato la IELTS.
(2) non credo ti serva un insegnante, specialmente se l’obiettivo e’ a lungo termine. Hai controllato se fanno dei corsi di preparazione gratuita nella tua universita’? Avete un centro linguistico con materiale per l’autoapprendimento? Io terrei l’insegnate come ultima, disperata spiaggia.
(3) Ogni volta che fai il TOEFL, ti partono dei soldi (oltre 100 euri). Il tuo punteggio resta quello dell’ultimo esame che hai sostenuto, quindi nessun problema se lo provi prendi un punteggio imbarazzante. A parte i soldi che ti suca via.
October 27th, 2009 at 17:02
grazie per le informazioni!
October 30th, 2009 at 15:19
simone, sei veramente un grande @!!!
October 30th, 2009 at 17:00
barbara: felice di essere utile ^_^
November 29th, 2009 at 04:06
Fantastico questo post. Davvero.
Ti ringrazio.
Alla prossima.
November 29th, 2009 at 23:57
Bella Dude!! M’ è proprio garbato il pezzo!
December 1st, 2009 at 21:48
Arrivo un po’ in ritardo…comunque anche se stampi puo’ sembrare autentico, basti usare una stampante a colori e al massimo truccare un po’ il foglio…il problema mio e’ un altro: per ora ne ho 3 di Phd all’estero…tutti e 3 senza borsa…mi servirebbe capire come si fa a vincerne uno con quattro lire per potersi pagare una stamberga sozza e poco altro…al massimo sono LA Kamo che conosci dal vero…
December 2nd, 2009 at 23:13
Franceso B.: ah! Mi fa piacere! Spero che in quel di Ispagna vada tutto bene, dude!
Kamo: occhei, non sei “il” Kamo che conosco io… comunque: in cosa stai cercando il dottorato (se non sono troppo indiscreto)? Dove ho provato io, allo stesso tempo compilavi sia la richiesta per la borsa che quella per il dottorato in se’. Spero di poterti dare una mano…!
January 23rd, 2010 at 00:27
grazie mille per le dritte, molto interessanti..
a questo punto mi sembra che tu abbia l’autorità per darmi un consiglio: sono appena stata ammessa al dottorato in storia SENZA BORSA DI STUDIO!!!!! ma ho un sacco di perplessità: vorrei farlo fuori..o magari nn farlo proprio..e così sto pensando di rinunciare, anche se mi suona tanto da pazzi rinunciare dp aver studiato e passato l’esame del concorso…ah, sono laureata in lingue e sto preparando l’esame per la certificazione Toefl….cosa faresti al mio posto? io sono completamente nel pallone…sto seriamente pensando di mollare tutto e andare a fare la cameriera in qualche città inglese, se nn altro migliorerò il mio livello linguistico
grazie
January 23rd, 2010 at 12:51
Dipende tutto da quello che vuoi tu: a cosa ti serve il dottorato? Vuoi continuare la carriera universitaria o no?
Tre anni senza stipendio sono tanti. Avrei tempo di fare un altro lavoro? Altrimenti potresti pensare di tenerlo buono mentre cerchi altro, ad esempio un altro dottorato con borsa, ma poi, metti che dopo 2 anni riesci a vincerne un altro da qualche altra parte, pagata. Cosa fai? Butti via i 2 anni precedenti? E’ una scelta annosa…
February 2nd, 2010 at 00:18
ciaoooo
io vorrei tanto fare un dottorato in diritto all’estero (inutile aggiungere che sono laureata in giurisprudenza)
coe devo fare??
dove cercare??
February 2nd, 2010 at 00:19
il mio sogno è fare la docente universitaria…ma in italia….mission impossible
February 4th, 2010 at 14:43
dolce, dipende: certo che se lo cerchi in una materia umanistica… in ogni caso, non smettere di lottare (solo, razionalizza la spesa delle energie).
February 4th, 2010 at 15:59
[...] Alessandro Polcri. Tre pezzi facili di Simone Marini su Come vincere un dottorato all’estero: parte prima, parte seconda e parte terza. Un articolo nelle pagine culturali de Il Giornale che parla della [...]
May 11th, 2010 at 23:51
MA PER OTTENERE UN TRADUZIONE LEGALE LA POSSO FARE IO E PORTARLA IN TRIBUNALE O DEVO PORTRMI DIETRO UN TRADUTTORE GIURATO?
May 12th, 2010 at 01:16
PRIMADITUTTO DISATTIVA IL CAPS LOCK QUANDO SCRIVI, per favore. Questo blog non e’ un sms!
Per rispondere alla tua domanda, guarda, in onesta’ non so se puoi autocertificare la traduzione giurando tu stesso. Puoi sempre chiedere in tribunale e sapere se si puo’ fare. So per certo, visto che l’ho fatto, che se porti una amico che si prende responsabilita’ della traduzione, non c’e’ problema.
May 29th, 2010 at 18:59
Grazie grazie grazie mille
May 30th, 2010 at 16:53
Elenina: ma figurati… certo che se volessi cucinarmi una torta o una carbonara, ben venga!
June 30th, 2010 at 17:40
ottimi consigli! approvo in toto. E pure il donnino, ovviamente
July 3rd, 2010 at 00:37
grazie!
July 28th, 2010 at 15:46
salve a tutti! volevo a chiedere a fabristol dove sei finito visto che non ti hanno chiesto il toefl?
July 29th, 2010 at 01:05
Ciao Ile! Credo che fabristol non controlli i post vecchi del mio blog, e dubito si accorga del tuo messaggio. Perché non glielo chiedi direttamente sul suo (bel) blog?
http://fabristol.wordpress.com/
July 29th, 2010 at 02:14
Grazie Mille, Parka dude sei gentilissimo!!!! AQnche io sto valutando l’opzione PHD all’estero questo perché in Italia è difficile trovare qualcosa
!!!complimeti per il blog ho trovato un sacco di informazioni utili non avevo idea di cosa bisognaasse fare prima di chiedere il PhD alll’estero =)))))) Brancolavo nel buio =)))))))))))))