Un post criptico scritto anche male.
Quando proprio ti sentivi che, ok, ogni cosa era al suo posto, e avevi ben chiari non solo gli obiettivi, ma anche avevi ban chiaro chi eri, ecco che si rimescolano le carte, e hai una mano nuova da giocare.
La guardi e, francamente, non e’ poi sto granche’. L’asso di picche c’e’ per forza, quello resta e torna sempre in ogni mano come se fosse un tatuaggio. Guardi le carte nuove che t’han servito, dicevo, appunto, e pensi a tutte le mani che hai avuto in passato e hai buttato nel cesso, e a come te le sei giocate male, e che quelle con cui alla fine hai portato a casa i punti erano delle mani da poco, in fondo, perche’ da bravo pirla quelle buone le hai bruciate per altezzosita’.
“Se solo avessi detto, se solo avessi fatto”.
‘fanculo, pensi, e magari fumi e bevi (ma sta cosa del fumare e del bere non funziona mica piu’ tanto bene, ormai) o magari semplicemente vai a lavorare con la testa bassa e la bocca storta, o ti riempi di cibo cinese con gli amici ridendo dietro alla societa’ o cazzeggi coi couchsurfers assorbendo le loro storie di posti lontani, di altre vite, e tu li’ a berle come un vampiro che succhia il sangue.
Tutto si rimescola, te l’eri sempre detto, quando poi invece hai finito col cristallizzarti su certe posizioni, certe idee, che di colpo scopri non sono tue. A dar le cose per scontate non ci si guadagna mai, mai, mai. La stessa forza che ti ha permesso di prendere i sogni a cazzotti e ti ha permesso di scalare la montagna nonostante la neve e tutto il resto, nonostante il sentiero si perdesse in molti punti, e tu senza orientamento andavi avanti nelle zone selvagge, perche’ fermarti non ti bastava (non ti sarebbe bastato mai), la stessa forza che ti spinto a calci lungo la strada che ti sei costruito, che t’ha ficcato la testa nell’indefinito come un bullo ti ficca la testa nel cesso nei film americani, ecco, quella stessa forza ha anche fatto del male. E’ anche autodistruttiva, hai scoperto.
Adorare l’albero delle probabilita’, e volerle tutte aperte davanti a te, le probabilita’, e’ in se’ cosa buona e giusta, nostro dovere, fonte di salvezza. Ma se diventa una religione, se inizi a sacrificarci la roba a cui tieni, sotto all’albero delle probabilita’, come un pagano timorato degli Dei, allora e’ male. Le religioni le hai sempre schifate, e specialmente i sacrifici.
Rileggi quello che hai scritto anni prima e t’accorgi che in realta’ un evento del genere l’avevi sempre predetto e il tuo inconscio continuava a spararti messaggi a raffica per evitare di farti commettere errori che poi invece hai regolarmente commesso. Riascolti vecchie canzoni che magari hai sentito per la prima volta 10 anni fa, e adesso hanno un significato completamente diverso, ti sembra di essere piu’ saggio e leggerci piu’ cose fra le pieghe delle parole, ma in realta’ e’ solo illusione. Non c’e’ nessun significato nascosto, nessuna illuminazione, e’ semplicemente che in qualche modo sei cambiato tu. Bella scoperta.
Si rimescolano le carte, intanto, si rimescolano sempre. Sei uno scienziato, no? E allora fai esperimenti, fai scienza, fai scienza ho detto!, butta giu’ del codice perl e C++, leggiti gli articoli. Strisciaci gli occhi e la fronte su quelle formule finche’ non le hai capite, tra un sorso e l’altro di te’ verde, vorresti alzarti per pisciare ma no, no, no, “prima capisco questa roba, poi mi concedo il lusso di andare al cesso”. E poi, che altro? Volevi fare lo scrittore, no? E allora scrivi, cazzo. Scrivi! Scrivi, va la’, vai avanti, scrivi finche’ non ti fa male la schiena come al giovane John Fante. E poi? E poi corri, corri visto che c’hai voglia di correre, vai in palestra e corri nelle tue vecchie scarpe, quelle che si sono fottute a furia di usarle e ormai le metti solo per correre, quelle che hanno calpestato i pavimenti sporchi del Vietnam e le strade fangose della Tailandia, corri e guarda la finestra che hai di fronte, conta i passi che faresti per arrivare in tutti i posti dove vorresti andare, che sono sempre troppi. Corri con le vecchie scarpe che non sono sopravvissute al primo monsone, quest’anno, e ti si sfaldano addosso e ti fanno venire le ciocche, ma chi se ne strafrega!
Pensi di esserti moderato e di aver capito sempre piu’ cose, eppure se scavi un attimo ti scopri ancora piu’ affamato e incazzato di prima.
E poi cosa? Buttare giu’ un post del genere pieno di frasi lunghissime.
Sono un monaco di Samgha, io, ahah.







February 12th, 2010 at 18:25
incredibile.
oggi ho ESATTAMENTE gli stessi pensieri in testa.
ti mando un abbraccione da questo stivaletto del cazzo, fin laggiù.
February 12th, 2010 at 21:05
Beh, non potevi dirlo meglio…
February 12th, 2010 at 21:31
Si. Punto.
February 13th, 2010 at 02:48
piena rivoluzione e rimessa in gioco costante. ben conosco la sensazione. per sopravvivermi ho trovato dei punti fermi (alcuni secolari, altri che mi creo etichetto e sostituisco quando crollano, non eterni, ma utili allo scopo).non è un brutto vivere in fin dei conti.
February 13th, 2010 at 16:52
uma thurman: AH, SO CHI SEI! Quel nome risale al 1997 o 1998, mi sa.
Giulia, M, io: abbraccio, e rivoluzione permanente!
February 14th, 2010 at 01:31
Nota: ho scoperto di recente che la pratica di mettere la testa di qualcuno nella tazza del cesso per poi tirare l’acqua ha anche un nome: “swirlie”
February 14th, 2010 at 21:11
A proposito:
vorresti alzarti per pisciare ma no, no, no, “prima capisco questa roba, poi mi concedo il lusso di andare al cesso”
vedo che non sono l’unica
February 15th, 2010 at 18:30
Ciao Simone sono Domenico from Italy………ti ho mandato mail vedi quando hai possibilmente un minutino da dedicarmi
Thanks
February 16th, 2010 at 07:11
…con l’unica differenza, Erica, che l’esercente del blog parte (quantomeno) con la possibilità di non pisciarsi addosso.
February 16th, 2010 at 11:43
Sghembo, acuminato, zigzagante ma connesso. Severo, positivo. Eccellente! Sono finito in un loop di qualche giro vorticoso, con l’ultima parola che si aggrappava alla prima. Certo che la vita se la ride sotto i baffi, corriamo, ci sforziamo, ansimiamo…come criceti in una ruota.
Ma trovi solo gli assi di picche nelle tue mani o il mazziere lo serve anche a te un bel due ogni tanto?
February 16th, 2010 at 19:14
Davide: resta il dubbio sul “come mai” hai cercato/trovato il verbo swirlie
Erica: lo so che io e te siamo pro maschismo-produttivo! Stessa pasta!
Domenico: si’ si’ ti ho risposto! Come tencica motivazionale, mi raccomando rivedersi Terence Hill che riempie di schiaffi i nemici a volto sereno.
M: sei il solito perverso fetish. E maledetti angolini!
Fabio: ragazzo mio, me ne serve anche troppi! Poi uno pensa che però con asso e due se vengono altre carte decenti ci si può fare scala! O colore… o scala colore (eccessivo).
February 16th, 2010 at 19:34
Parole Sante.
Il baricentro più drammatico di simili discorsi che molti di noi prima o poi si devono fare io l’ho avuto non quando mi sono reso conto che i posti da vedere erano troppi o che l’alcool non lo tenevo più come prima o per via delle droghe o del semplice crescere nel mondo.
Io l’ho avuto con le vecchie scarpe: quando i miei anfibi dopo 15 anni di ininterrotto servizio autunno/primavera/invernale mi hanno mollato aprendo la loro bocca vuota e senza denti sul fronte della mia strada è stato il solo momento che mi sono sentito perso nella vita. Scalzo e senza possibilità. Ancora non ho ricomprato un paio di anfibi, neri, come quelli che ho avuto per più di 15 anni da quando aveno meno di diciotto anni. E allora?
Niente, cammino come se fossi scalzo, con la pelle floscia di quando comunque usi le scarpe e penso che “un tempo così non ritorni mai più” (cit.).
Spesso vado a pisciare continuamente quando penso queste cose e gli assi mi inculano sempre a poker. Mi piacciono i dieci ora, e anche i J.
Non sopporto i mazzi usurati. E prima di scrivere qualcosa passano mesi e ora punto ad aspettare gli anni.
Sono contento di cambiare, le rivoluzioni non finiscono mai, come dice Zamjiatin in “NOI”.
February 17th, 2010 at 05:04
si, cambio continuo, anzi, miglioramento continuo..evolversi, stare meglio al mondo, domarlo – per lo meno un po’- e non essere solo domati…bastarsi, non dipendenza da alcunchè/alcunchi…crescere? massi, va bene…imparare ad affrontare le perdite, di persone/cose? massi… va bene cosi? probabilmente si.
con qualche spruzzatina qua e la di piccola crisi depressiva ogni tanto, eh! ma ci può stare pure quella, massi. il tutto secondo me,nè! ciao!
maria grazia
February 17th, 2010 at 11:26
Avevo cercato swirlie dopo averlo visto qui: http://www.snowflakescomic.com/?id=112&sl=1