Guangzhou! /1: Mordor

Guangzhou!, descrittami la prima volta che la sentii nominare come “un incubo industriale”, mi arriva in faccia appena scendo dal treno proveniente da Shenzhen. Guangzhou piena di vento umido carico di pioggia.

E’ la capitale del Guangdong, conosciuta da noi barbari occidentali come Canton (e da’ li’, com’ e’ ovvio, l’aggettivo cantonese che in Italia si affibbia ad un riso economico che qui non ha un vero e proprio equivalente).  Insomma, Sud Ovest della Cina, a qualche ora di treno da Hong Kong, nell’entroterra.

Cammino con G. per le strade di Guangzhou e mi viene in mente non so perche’ il video di Streets of Philadelphia di Springsteen. Sara’ per la pioggia sottile, per lo sciattume tipico della Cina che pero’ qui sembra stiano tentando di nascondere costruendo nuovi edifici di cattivo gusto, come a spazzare la polvere sotto un tappeto per nasconderla. Detto cio’, faccio notare che all’ombra di quella sensazione un po’ maliconica mi ci sono crogiolato compiacendomi per 3 giorni.

Sedici milioni di abitanti tra citta’ e suburbia, sedici milioni di persone sotto l’egida delle Tre Capre simbolo della citta’, che secondo la leggenda arrivarono dal cielo e portarono a Guanghzou fertilita’ per terre e messi abbondanti; pane e fica per tutti, insomma, salvando la popolazione dalla carestia. Ma lasciarono il clima orribile di Guangzhou, un contientale umido che al confronto Voghera non e’ poi cosi’ male. Certo, in inverno non e’ come la Lombardia, ma fa comunque decisamente piu’ freddo rispetto a Hong Kong o alle altre citta’ sulla costa.

E’ la prima volta che sono in Cina senza qualcuno che sappia parlare il cinese, eppure mi sento a mio agio mentre calpesto il cemento dei marciapiedi malmessi. L’idea di una citta’ gigante ce l’ho quando cammino per un bel pezzo e mi accorgo che, sulla mappa, mi sono spostato di molto poco. Neanche una fermata di metro, magari. Guardo scorrere le strade infinite e gli immensi boluevard ingombri di lavori in corso, specialmente in centro. Eccola qui la Nuova  Cina che si rinnova e si da’ il belletto, una palata di dollari alla volta; salta fuori nei marciapiedi rifatti e negli alberghi di lusso, tra buche per la strada  con attorno transenne di metallo che il vento butta giu’.

Io e G. siamo ospiti di M., poliedrico tecnico informatico che ha per le mani un grosso affare con le poste. Dalla vetrata del suo appartamento si domina una delle piazze principali della citta’, col suo parco ordinato e una cascata artificiale che di giorno, se ci passi a meno di cinque metri, ti spruzza impunemente (non credo abbiano calcolato l’azione del vento, quando l’hanno progettata). La sera, sguasciando fuori da una strada dove troie d’alto bordo in vestito da sera si ingozzano di spiedini unti comprati da venditori straccioni, arriviamo in quello stesso parco, io e G.; sediamo sulle panchine di pietra senza schienale a guardare i ratti che ogni tanto spuntano furtivi dai cespugli, mentre sopra di noi si staglia un grattacielo che neanche a farlo apposta sembra la casa di Sauron del Signore degli Anelli, proprio come l’hanno resa nel film di Peter Jackson. Un posto impervio e altissimo, scuro, con l’occhio rosso di Sauron in cima che brilla di una luce empia.

Devi buttare l'anello dalla cima del monte Fato! Ma l'occhio di Sauron ti guarda... (oltretutto Cina, in cinese, letteralmente significa Regno di Mezzo)

Frodo, devi buttare l'anello dalla cima del monte Fato! Ma Sauron ti guarda... (oltretutto "Cina", in cinese, letteralmente significa "Regno di Mezzo")

Oltretutto, quello stesso grattacielo si staglia con forma di sesso maschile. E’ vero che tutti i grattacieli sono simboli fallici per definizione, ma quello e’ anche dotato di testicoli ai lati e, appunto, di una bella punta rossa, cosi’ rende meglio l’idea.

Sorge proprio a fianco di un altro grattacielo che, invece, ricorda una vagina: presenta infatti una fessura, tagliata nel mezzo dell’edificio in linea verticale. Non in maniera geometrica e squadrata: il taglio segue una curva dolce, biologica. Avessero aggiunto il clitoride sporgente, in alto, avrebbero fatto un capolavoro.

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6 Responses to “Guangzhou! /1: Mordor”

  1. vaaal Says:

    e la foto dell’edificio vaginale dov’è?

  2. ParkaDude Says:

    Ah, pervertito! :P
    (non l’ho fotografato e me ne dolgo assai)

  3. G. Says:

    “E’ la prima volta che sono in Cina senza qualcuno che sappia parlare il cinese”
    Non sminuirmi così. Lo sanno tutti che lo parlo piuttosto fluentemente, essendo laureata in lingue orientali con il massimo dei voti.

  4. enrico bo Says:

    caro mio devi abituarti , è lì che gira il grano e se vuoi fare il giovane rampante lì ci sono le occasioni. Quando ci bazzicavo io c’erano solo albergotti da 4 soldi a parte il Cigno bianco. Okkio ai cinesi però e non solo a loro. Comunque la foto dell’altro edificio a questo punto ci vorrebbe….

    enrico

  5. Antaress Says:

    Dude, un invito per te (non odiarmi) : http://antaress.splinder.com/post/21398311/Meme+%22Honest+scrap%22

  6. ParkaDude Says:

    G: hey, volevo solo darmi delle arie… del resto parli fluentemente come il cinese anche l’arabo, il russo e l’assembler MIPS ;-)

    enrico bo: restano posti interessanti, da vedere e vivere in maniera non permanente. Ci sguazzo bene. Mettiamola cosi’: per adesso il mio obiettivo e’ la conoscenza, non il grano.

    Antaress: ti ho odiato, ammetto. Poi no, ti ho voluto bene e ho sorriso perche’ ho scoperto alcune cose interessanti. Ora, vorrei solo far notare che purtroppo sono un assassino di catene su internet (i memi sono altra cosa! Essi sopravvivono SENZA che l’utente si curi di loro!). E probabilmente ora anche un “barbagianni poco 2.0″…

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