Come vincere un dottorato all’estero /3

Ed eccoci giunti alla terza (ed ultima) parte dei pratici consigli su come vincere un dottorato all’estero, dopo la fase di preparazione dei documenti e i 4 Grandi Pratici Consigli.

Ecco la rappresentazione 3D di una proteina. O forse sono due. Non lo so, non importa. L'immagine serve solo per dare al lettore un'idea di scientificita' e rendere questa checklist un po' piu' rispettabile e seriosa.

Ecco la rappresentazione 3D di una proteina. O forse sono due. Non lo so, non importa. L'immagine serve solo per dare al lettore un'idea di scientificita' e rendere questa checklist un po' piu' rispettabile e seriosa.

Ho fatto una checklist degli aspetti da cosiderare quando si ponderano le varie università/bersaglio per le proprie proposte di dottorato. Ovviamente c’è chi le cose le prende molto alla leggera, del tipo: una volta che sono là qualcosa succedera’. Io ho (parzialmente) fatto cosi’… certo che per evitare sorprese, uno dovrebbe informarsi su tanti diversi aspetti della vita a cui andrà incontro!

Soldi e costo della vita. Quanto costa un caffé nella nazione scelta per il dottorato? Quanto costano gli affitti in città? L’Università è in un quartiere ricco? Quanto costano i trasporti?

Borse di studio. Un dottorando vive della sua scholarship. Quanto ti pagheranno? Esistono diversi tipi di borse? L’alloggio e’ incluso nel prezzo? Esistono borse speciali peri dottorandi stranieri? Com’è il cambio tra la moneta del paese dove andrai e l’Euro?

Scadenze per le application. Alcune università accettano le richieste solo in un determinato periodo, altre hanno 2 deadlines (solitamente fall and spring semester), altre ancora accettano le applications lungo tutto l’arco dell’anno. Scopri come funziona nei posti che hai scelto.

Tuition Fees. Occhio che spesso anche se sei pagato dall’università, devi comunque pagare le tasse universitarie!

Luogo, clima e lingua. A parte il costo della vita, analizza anche il resto. In che tipo di città si trova l’università? E’ dispersa nel nulla? E il clima? Sei sicuro che stari bene in un clima del genere? Che lingua parlano? Puoi cavartela con l’inglese e basta anche fuori dal laboratorio?

L’universita’ rinomata? Certo che se vai a fare il dottorato nella Baja California Sur (Messico, una delle mie possibili mete come post-doc ^_^) puoi anche sbattertene. Ma in genrale, meglio scegliere un’universita’ top o comunque con una buona nomea. Controlla i rankings e le classifiche internazionali per avere un’idea.

Laboratorio. Hai dato un’occhiata al laboratorio dove finirai? E’ grande o piccolo? Ci sono altri stranieri? Che strumentazione hanno? Hanno vinto dei premi o dei grant particolari?

Il Prof. Studia attentamente la bio e le pubblicazioni del professore che sarà il tuo supervisore durante il dottorato. Controlla quali corsi insegna/ha insegnato. Gli argomenti che interessano a lui sono gli stessi che interssano a te?

Doveri ed esami. Quali doveri hai come dottorando? Ogni universita’ ha i suoi regolamenti, che poi spesso variano in base ai dipartimenti. Devi dare degli esami durante il dottorato? Quali/quanti? Devi fare da teacher assistant? Cerca di scoprire in anticipo e con chiarezza queste cose.

E ora, giovane padawan, dopo questi consigli sei pronto per affrontare il mondo esterno! L’Italia ti rimarrà sempre nel cuore. Ma, come si dice nei manuali dei giochi di ruolo che tanto hanno influito sulla mia vita sin dall’adolescenza, un mondo di avventure ti aspetta!

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23 Responses to “Come vincere un dottorato all’estero /3”

  1. tina Says:

    Bel post davvero…ho letto tutto d’un fiato perchè era proprio quello che cercavo! ;) La mia intenzione, una volta laureata è proprio questa: dottorato all’estero! Precisamente Usa. Volevo chiederti un consiglio, mi laureerò a gennaio, avevo intenzione di partecipare al Fulbright (dmd da presentare entro maggio 2010 per l’a.a. 2011 2012!!!!)…mi conviene aspettare o iniziare a cercare subito, da sola (grazie alle tue linee guida ho finalmente un’idea) un dottorato? Puntavo al Fulbright xkè almeno x un anno ti sostiene economicamente, anche se sono 4 borse in tutto e le possibilità di vincerne una non sono alte. Però se una volta arrivata lì, un modo di tirare avanti si trova, forse non mi conviene aspettare 2 anni…un consiglio per favore!!! :)

  2. ParkaDude Says:

    tina: mi dispiace ma ne so poco o niente. Occhio al discorso sul Fulbright: ti sostiene nel senso che ti aiuta o nel senso che fornisce di che vivere? ATTENZIONE ai tuition fees, mi raccomando. Metti di avere una borsa da 1000 euri al mese (e’ sufficiente per vivere), ma poi ti sparano 10.000 euro all’anno di tuition fees: allora la borsa non e’ che ti sostiene, ti fornisce solo un piccolo aiutino.

    PS per favore, ti prego, scrivi “per” e non “x”. Questo blog non e’ un sms!

  3. Come vincere un dottorato all’estero /2 | Cuore, cervello e altre frattaglie ~ Heart, brain and other giblets Says:

    [...] Non ne hai ancora abbastanza? Prossiamente, la sublime checklist per far lievitare il progetto di dottorato a temperatura ambiente. [...]

  4. tina Says:

    Il bando purtroppo non riporta nulla in merito al tuition fees, cioè si parla di borsa di studio della durata di un anno, esenzione tassa consolare, viaggio a/r, ma non approfondisce questo aspetto, infatti andrò alla sessione informativa per capirci un pò di più. Il mio dubbio riguardava anche i tempi: io mi laureerò a gennaio 2010 e poi ponendo sia fattibile almeno presentare la domanda per il fulbright, dovrò aspettare ben 2 anni! Quindi volevo capire, in base alla tua esperienza, se conviene invece cercare un dottorato non appena mi laureo. Diciamo che i presupposti ci sono, prof di tesi propensa per una lettera di referenze, prof d’inglese di un’università americana anche, una sorta di bozza mentale per un progetto, mi manca l’esame d’inglese.
    Mi preme anche capire: è prevista una scholarship per i dottorandi…no? O dovrei comunque mettere in conto l’aiuto dei miei genitori? Scusa per l’ondata di domande e Grazie per il tuo aiuto!

  5. ParkaDude Says:

    tina: figurati! Felicissimo di aiutarti, per quel che posso.

    DEADLINES: allora, sui tempi lunghi, dipende da te! Specialmente per l’estero, passa del tempo (mesi, come minimo) tra la tua laurea in Italia ed il dottorato altrove. Devi essere tu a valutare se vale la pena aspettare o no. Personalmente, ho fato una lista delle universita’ dove sarei voluto andare, e alcune le ho dovute escludere perche’ ero fuori tempo massimo e avrei dovuto aspettare l’anno successivo. Mi sono detto: PRIMA provo con quelle che mi vanno comunque bene e hanno la deadline per l’applicazione non troppo lontana; poi se non funziona provero’ per quelle con la deadline lontana. Nel mio particolare caso, le deadlines erano nel periodo febbrai-marzo, le risposte ad aprile-maggio e i dottorati sarebbero iniziati a settembre. Ha funzionato. Per esempio ero fuori tempo massimo per Berkeley (l’unica negli USA che mi interessava al momento), avrei dovuto aspettare la deadline di dicembre (un anno!), quindi l’ho scartata.

    BORSE: solitamente ti pagano. Non e’ possibile darti una risposta univoca alla domanda “è prevista una scholarship per i dottorandi?”, dipende dall’universita’ Accertatene sito per sito o chiedento agli uffici o ai professori. Solitamente lo stipendio e’ basso, ma meglio che in Italia. Del resto uno il dottorato non lo fa per i soldi :)

  6. tina Says:

    Okay…allora, lista di università, deadlines e poi e-mail a raffica (nel frattempo magari articolo un pò meglio il progetto di ricerca…), il mio sogno sarebbe la VCU…che ha una facoltà di World Studies ma non dottorati in diritti umani o scienze politiche…uff! Comincio ad incrociare la dita…grazie…non escludo di ritornare a chiederti aiuto!!! :D

  7. tina Says:

    Tragica scoperta….alcune università richiedono oltre al Toefl…il Gre!!! :(

  8. ParkaDude Says:

    DAN DAN DAAAAAN! La luna nera!
    Mi dispiace, il Gre è una legnata, una mazzata incredibile. Lo so. Infatti io non l’ho fatto (per fortuna non è richeisto per bioingegneria). Ora, il mio cosngilio è di trovare quelle facoltà dove, sebbene il gre sia richiesto per il dottorato, non è necessario per la domanda. Del tipo: mi impegno, se mi prendete come dottorando, a sostenere e passare il gre entro un anno.
    Un esempio viene proprio della mia universita’: per il dottorato in ingegneria informatica è necessarioil gre, ma se non ce l’hai è lo stesso, a patto che lo superi entro il primo anno di dottorato. FORZA! :)

  9. tina Says:

    Avevo avuto un leggero presentimento quando un’amica laureata all’università AMERICANA del Cairo non ha passato il GRE…ammetto di aver intuito che fosse un esame…come dire…”un pò difficoltoso”. In effetti in alcune non è richiesto affatto. Era indicato come obbligatorio per Stanford, Princeton…mi sa che devo cominciare volando basso. Non mi abbatto…

  10. Aperiodici pescibanana nella Rete: febbraio 2010. « Samgha Says:

    [...] facili di Simone Marini su Come vincere un dottorato all’estero: parte prima, parte seconda e parte terza. Un articolo nelle pagine culturali de Il Giornale che parla della nostra e vostra iniziativa [...]

  11. ParkaDude Says:

    tina: never give up!

  12. Umberto Says:

    Ho trovato molto interessanti tuoi post.
    Però mi rimane una domanda: quanto è importante il voto con il quale ti laurei? Della serie o 110 e lode o niente?

  13. ParkaDude Says:

    Ancora un volta la risposta e’: “dipende”.
    Alcune universita’ funzionano come aziende e assumono chi gli pare. Ovvio che un bel voto conta, ma magare altre cose sono piu’ determinanti (come ad esempio il titolo della tesi, magari e’ perfettamente quel che cercano). In altre universita’, specialmente dove i concorsi per il dottorato sono pubblici, il voto conta di piu’ (ma, anche qui, potrebbe non essere cosi’ determinante).
    In molte nazioni, a differenza dell’Italia, non si bada molto al voto di laurea: l’importante e’ essere laureati (tutto e’ impostato diversamente).
    Indi, caro Umberto, documentati presso le universita’ dove vorresti andare! E se vuoi tentare, tenta. Non si sa mai quel che puo’ veinir fuori. Non osare farti fermare da un banale voto! :)

  14. Chiara Says:

    Che dire? Ti ho semplicemente voluto un immenso bene, perchè è tre ore che scrivo di tutto su google, su studenti.it e non riuscivo a trovare…quello che hai molto magnanimamente scritto tu per tutti noi!
    Sei un grande! Ora non mi resta altro che salvarti nei preferiti e checkare la lista “stop-stress-yourself!”ogni volta ch ene ho bisogno… :)

  15. ParkaDude Says:

    grazie mille Chiara, il tuo commento m’ha dato la possibilità di correggere qualche typo nel post… felice di esserti stato utile, ho gudaganto dei punti karma!

  16. Chiara Says:

    Hai guadagnato anche altri punti karma per il post su Bangkok, dato che a breve ci andrò per uno stage all’UNESCO in tema di libertà di stampa. Per la serie: salto nel vuoto!
    Il video mi ha ricordato perchè mi sembrava una figata farlo! :)

  17. ParkaDude Says:

    Brava Chiara! Potresti prendere in considerazione l’idea ti tenere un blog…

  18. Chiara Says:

    Mmmmm… mi piace troppo leggere il tuo per ora! :)
    Un pò alla volta lo sto leggendo tutto. Scrivi bene!
    E poi quando avevo un blog…finivo per vivere in funzione dello scrivere… strano ad esprimersi, e strano in generale. :)
    Facciamo che tu continui a girare il mondo e scrivere per entrambi? :)
    Te lo auguro quanto meno…

  19. Angelo Says:

    Ciao, molto molto interessante il tuo blog. Io avrei un domandone: se uno volendo fare un dottorato all’estero decidesse di autofinanziarsi riuscirebbe a semplificarsi la vita? Magari potrebbe risultare nel lungo periodo un buon investimento o comunque una bella soddisfazione personale…

  20. Paola Says:

    Sei già salvato nei preferiti:)
    F-A-N-T-A-S-T-T-I-C-O!!!

  21. ParkaDude Says:

    Angelo: certo, se ti autofinanzi sei una risorsa gratis per l’Universita’!

    Paola: lusingato! Grazie!

  22. Angelo Says:

    Ciao, la mia volonta’ non e’ quella di “sollevare” finanziariamente l’Universita’ ma di creare un posto dove quelli disponibili dovessero risultare gia’ occopati. Sai dove e come questo sia possibile?
    Angelo

    (Mi associo a Paola, sei anche nei miei preferiti!)

  23. ParkaDude Says:

    Mmm… se fossi in te scriverei direttamente ai vari professori chidendo se hanno any opening per una posizione da Ph D. Nel caso dicano di no, puoi fare gentilmente notare che non necessariamente hai bisogno una scholarship.

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