Suerte, amigos!
Ora, in relax post pranzo, mi metto a pensare a due miei amici che recentemente hanno lasciato Hong Kong. Si tratta di B. e del Buon Fiorentino: il primo ha terminato i sei mesi in laboratorio alla Hong Kong University of Science and Technology, e torna a Roma; il secondo ha deciso di dare un boost alla sua carriera professionale ed e’ fuggito Kunming, nello Yunnan, dove l’erba cresce ai bordi delle strade, per imparare il mandarino. La piu’ diretta conseguenza di cio’ e’ che io ho un motivo in piu’ per visitare lo Yunnan, e per rivedermi Roma.
Dopo anni di staticita’ incredibile a Pavia, l’ultimo anno a Hong Kong e’ invece un continuo divenire: questa citta’ e’ davvero un porto di mare. Gente che arriva, gente che se ne va, situazioni e ambienti incredibilmente diversi che convivono a pochi metri di distanza. B. ed il Buon Fiorentino sono stati due colonne portanti per la mia vita qui. Due veri amici, posso dire sinceramente. Abbiamo vissuto insieme una varieta’ di esperienze divertenti e grottesche. Col Buon Fiorentino sono andato in Thailandia, e con B. ho condiviso lo spazio lavorativo (sedeva nella scivania accanto alla mia, ora vuota) per 6 mesi, e quello abitativo nelle ultime 3 settimane.
Entrambi sono, fondamentalmente, persone buone. Gente che ti aiuta se hai bisogno, gente che non ti incula; e allo stesso tempo sono vivi, attivi, curiosi del mondo e delle esperienze che puoi farti in giro. Non si faranno mettere i piedi in testa da nessuno, mai, pur rimanendo onesti.
Delle tante minchiate che potrei raccontare su di loro, voglio ricordarne una davvero innocua e pubblicabile sul blog. Quasi infantile.
Era una domenica pomeriggio e io sentivo il peso dell’Asia sulle spalle. Non avevo voglia di fare alcuno sforzo mentale o adattativo, e avevo deciso seppellirmi nella mia stanza a fare un po’ di ricerca scientifica (guardando le puntate dei Simpson appena scaricate), col condizionatore a manetta e Hong Kong rigorosamente chiusa fuori dalla finestra. Poi il Buon Fiorentino mi chiamo’ e mi chiese: “Oh, fella, che fai oggi?”, con il suo tono gioviale e sincero. Era l’unica cosa in grado portarmi fuori di casa. Ci trovammo appunto noi tre (io, B. ed il Buon Fiorentino): la prima parte del pomeriggio la passammo a cazzeggiare in giro cercando un negozio di giocattoli dove comprare la versione Hong Kong del Monopoli. Per dire, quella che al posto di Piazza della Vittoria ha The Peak, e al posto della stazione nord ha la Kowloon Station. Trovatala, la acquistammo e passammo la seconda meta’ del pomeriggio giocando a Monopoli in mutande (per il caldo, visto che il Buon Fiorentino disdegna l’abuso del condizionatore) e sparando cazzate rimuginando sulle nostre vite, tra birra e sigarette.
Quella volta mi sentii davvero a casa. Si badi bene: non perche’ eravamo tre italiani e allora ale’, ecco ricreata una fettina dell’Italia. Assolutamente no. Mi sentii a casa perche’ ero con due persone di cui mi potevo fidare, e di cui gia’ sento la mancanza.
So che dovunque la vita li portera’, sapranno lasciare un segno (fosse anche una bella ditata di merda sul muro bianco della casa del sindaco), una spanna sopra alla massa di pecoroni invigliacchiti che popolano invariabilmente tutte le nazioni del mondo.
Buon viaggio, Fellas.
Time to go to hell,
Better be on your way,
Don’t moan,
Don’t pout,
Three strikes takes your ass out,
Oh no, bad news,
No chance to shine your shoes,
Fear the sky, eat the rich,
Just remember Life’s a Bitch.
Motorhead, Life’s a Bitch (2004)






September 2nd, 2009 at 23:22
I buoni amici si contano sulla punta delle dita, per gli altri non basta una vita per contarli tutti.
Una domanda; ma nel monopoli di HH al posto degli alberghi che c’è???
September 3rd, 2009 at 22:13
you’ll never walk alone! =P
see you soon, fella!
f.
September 4th, 2009 at 15:57
Logomaco: hai ben ragione! E solo nei momenti di crisi puoi passare il setaccio e distinguere gli uni dagli altri. Banale ma vero.
Il buon Fiorentino: lo so, fella. Grazie davvero.
November 30th, 2009 at 00:08
Bella anche questa dude!!